🌙 La leggenda della Strega Roberta
Custode delle Witch Dolls
Si racconta che, molto tempo dopo la nascita della prima Witch Doll, quando ormai molte di loro avevano iniziato a viaggiare nel mondo, esistesse un luogo speciale.
Un luogo fatto di silenzi, parole profonde, colori, lana, legno e sogni.
Un luogo dove le persone entravano con una domanda
e spesso uscivano con una risposta dentro il cuore.
Quel luogo era Il Laboratorio di Roberta.
E Roberta non era soltanto un’artista.
Era una Custode.
La leggenda dice che le Witch Dolls, prima di incontrare le persone a cui sono destinate, passino attraverso mani speciali.
Mani capaci di ascoltare.
Mani che non costruiscono soltanto…
ma sentono.
Quelle erano le mani di Roberta.
Quando Roberta prende tra le dita un pezzo di legno, non vede solo legno.
Vede la storia dell’albero da cui proviene.
Il vento che lo ha accarezzato.
La terra che lo ha nutrito.
E quando prende la lana, sente il calore della vita che scorre.
Poi accade qualcosa di misterioso.
Roberta non crea semplicemente una Witch Doll.
La chiama.
La lascia nascere.
Avvolge la lana attorno al legno con gesti antichi, come se le sue mani ricordassero qualcosa di molto più antico di lei.
Ed è proprio in quel momento che la Witch Doll prende forma.
Non solo nel corpo.
Ma nell’anima simbolica che porta con sé.
Perché ogni Witch Doll custodisce un archetipo.
Una guida silenziosa.
Un piccolo specchio capace di parlare al cuore di chi la incontrerà.
Si dice che Roberta sappia riconoscerle una ad una.
La Viaggiatrice.
La Sognatrice.
La Custode.
La Guaritrice.
La Ribelle.
La Trasportatrice.
Quando una Witch Doll è pronta, Roberta la guarda negli occhi — perché sì, anche se invisibili, le Witch Dolls hanno occhi che vedono — e sussurra:
“Vai.
Qualcuno ti sta aspettando.”
E così le Witch Dolls iniziano il loro viaggio.
Alcune restano nel Laboratorio ancora per un po’, tra calderoni simbolici, storie e risate.
Altre partono subito.
Ma tutte portano con sé qualcosa di speciale.
Un pezzetto della magia con cui sono nate.
Per questo chi entra nel Laboratorio spesso lo sente subito.
Non è solo un laboratorio.
È un luogo dove le storie prendono forma.
Dove i simboli diventano compagni di viaggio.
Dove le persone possono fermarsi, parlare, conoscersi davvero.
E dove, a volte, accade qualcosa di molto semplice…
e molto potente.
Una Witch Doll trova la persona a cui era destinata.
E in quel momento la leggenda continua.
Perché la verità è questa:
Roberta non è soltanto la creatrice delle Witch Dolls.
È la loro Custode.
Colei che apre la porta tra il mondo visibile
e quello invisibile.
Colei che ricorda alle persone che dentro ognuno di noi vive una storia antica.
Una storia che aspetta solo di essere ascoltata.


